La nuova “via spagnola” per ottenere l’abilitazione di Avvocato

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titolispagnaA distanza di quasi un anno dalla sospirata entrata in vigore della Ley 34/2006 che ha previsto l’obbligatorietà del “Master en Abogacia” per tutti (licenciados e graduados, spagnoli e non) e dal contestuale blocco definitivo delle iscrizioni agli Ordini spagnoli senza i nuovi requisiti di legge ossia Master ed esame di Stato, è possibile tracciare un primo bilancio di come la famosa via spagnola sia cambiata e quanto realmente sia ancora attrattiva per tutti coloro che in essa vedono, come è effettivamente, l’unica reale alternativa al percorso italiano.

Le centinaia di studenti italiani che non ce l’hanno fatto per un soffio, avendo ottenuto la “credenziale” di omologazione del titolo accademico dopo il 31 Ottobre 2013, si stanno quindi oramai convincendo a terminare il nuovo “iter” frequentando il Master professionale di 12 mesi che è imposto dal Ministero di Giustizia di Madrid, ma che può assumere, a seconda della discrezionalità del singolo Ateneo spagnolo, diverse forme di frequenza : presenziale (in loco), semipresenziale e addirittura completamente on-line con il solo obbligo di superamento della prove di verifica intermedie a TEST in Spagna.

La convenienza del percorso spagnolo rimane quindi sostanzialmente immutata anche se i tempi si sono leggermente allungati e vanno quantificati, almeno per chi inizia da zero, in circa 18 mesi tra le diverse fasi obbligatorie : omologazione della laurea italiana, Master professionale ed esame di Stato a Test.

Non si capisce, quindi, tutta l’iniziale riluttanza e diffidenza di centinaia di nostri connazionali che inizialmente avevano mostrato totale avversione per la nuova normativa più completa e, soprattutto, internazionalizzante (posto che per la frequentazione del “Master” è giustamente richiesta la certificazione della conoscenza dello spagnolo a livello B1 attraverso l’esame DELE) e, dunque, molto più spendibile sul mercato legale del lavoro e attrattiva per gli studi legali che cercano neolaureati con formazione internazionale da inserire nei loro organici.

A riprova di ciò, purtroppo, sono ancora molte le informazioni false e tendenziose che girano su internet circa fantomatiche “riaperture” degli Ordini (non si capisce in base a cosa visto che la nuova normativa è frutto di legge ordinaria e, quindi, applicata verso tutti senza eccezioni) e sentenze amministrative che vengono completamente stravolte e che, semmai, disponevano l’iscrizione dei ricorrenti prima del 31 Ottobre 2013 e certamente non dopo visto che il termine de quo era decadenziale.

A conferma definitiva della “nuova era” della via spagnola per chi nutrisse nostalgia dei tempi che furono ci sono infatti gli esiti del primo esame di Avvocato in terra iberica tenutosi il 28 Giugno 2014 presso l’Universidad Complutense di Madrid : dei circa 330 candidati che hanno fatto da veri pionieri ben 22 erano italiani e le impressioni raccolte in loco sono state decisamente positive come hanno confermato, a distanza di un mese, gli esiti che hanno registrato circa il 95% di promossi.

Da ultimo va segnalato come, secondo fonti attendibili del Ministero di Giustizia spagnolo e del Consejo de la Abogacia, l’esame statale verrà fissato a partire dal 2016 ben 2 volte l’anno con una cadenza quindi semestrale.

Luca Bersani

 

 

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