ARCOmadrid 2014, ovvero il mercato dell’arte come indicatore dell’economia spagnola

Tra pochi giorni aprirà le porte, per la sua 33ma edizione, che si terrà dal 19 a 23 di febbraio, il salone spagnolo dell’arte contemporanea, il cui successo e splendore sono stati indiscussi per decenni, fino ad un paio di anni fa, quando le vendite e lo smalto della fiera hanno mostrato un certo decadimento a causa della crisi che ha toccato duramente il Paese.

Il suo direttore, Carlos Urroz, in occasione di un recente forum via twitter ha evidenziato come i compratori siano principalmente spagnoli,sebbene l’organizzazione miri comunque ad attrarre il maggior numero possibile di collezionisti internazionali.

Il salone, che dispone di un budget di 4,5 milioni di euro, ne impiega il 20% per azioni, sul piano internazionale, destinate ad attrarre circa 500 tra collezionisti privati e direttori di istituzioni museali che investono periodicamente nell’incremento delle proprie collezioni.

In quest’edizione saranno presenti, tra gli altri,collezionisti del calibro di Anita Zabludowicz, Patricia Sandretto, Jorge Pérez (PAM Miami), Rolf A Hoff e Solita Mishaan nonché la Collezione Latinoamericana Sayago & Pardo oltre ad altri musei ed istituzioni spagnoli e una decina di delegazioni di musei nordamericani che hanno confermato la presenza dei propri direttori accompagnati dai relativi mecenati.

Mentre sono in corso i preparativi del salone, il cui paese invitato quest’anno è la Finlandia, si percepisce, anche in questo settore, un certo ottimismo, che aleggia sull’intera economia spagnola. Ciò pare specialmente dovuto al recente annuncio, da parte del Governo, di una riduzione dell’imposta sulle opere d’arte e sui beni culturali, che aveva subito, nel 2012, un incremento dall’8 al 21% e che dovrebbe, per effetto della misura prevista, attestarsi ora al 10%. Una tale notizia non poteva che essere accolta con entusiasmo da parte delle gallerie d’arte e dagli organizzatori del salone.

Altro sintomo di una rinnovata fiducia è dato dal ritorno di importanti gallerie quali Nicolai Wallner, Peter Kilchmann, Bob Van Orsouw, Andersen’s Contemporary y Kewenig nonché delle grandi quali Esther Schipper, Chantal Crousel, Vera Munro, Mehdi Chouakri, Vermelho, Gregor Podnar, Juana de Aizpuru, Oliva Arauna y Mai 36 che, negli anni precedenti, avevano partecipato in forma ridotta in vista del calo del mercato dell’arte in Spagna.

Gli organizzatori si attendono che 100.000 visitatori si recheranno presso l’area fieristica IFEMA e che la ricaduta economica per Madrid sarà di circa 80 milioni di euro.

Per incentivare i nuovi collezionisti, ARCOmadrid pone nuovamente a disposizione degli interessati il servizio First Collector, consistente in una consulenza all’acquisto per tutta la durata del salone.

Sulla stessa linea, la piattaforma virtuale Artsy.net offre l’opportunità di esplorare il salone e le opere esposte attraverso programmi presenti sul Web o attraverso l’app grautuita per iPhone Artsy.

Florentina Cerda

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