Si moltiplicano i centri di electrofitness che abbinano l’elettrostimolazione agli esercizi tradizionali. Una seduta di 30 minuti equivale a un’ora e mezza di palestra.
La vox populi l’ha subito battezzata “ginnastica per pigri”: si tratta della nuova moda del fitness in Spagna che coniuga l’elettrostimolazione muscolare, nota da anni soprattutto tra gli atleti, agli esercizi tradizionali, moltiplicando per tre gli effetti che si otterrebbero andando in palestra.
Ed è proprio l’efficacia unitamente al target di clientela (coloro che non si avvicinerebbero mai a una palestra) che stanno facendo la fortuna di un business che, nel caso della madrilena BodyOn, in 11 mesi ha visto spuntare sul mercato ben 15 centri di cui 7 solo nella Capitale iberica, continuando la propria espansione anche oltre oceano, come in Messico o in Colombia ma anche in Europa, con un centro a Goteborg, in Svezia.
La tecnologia, come ci dice l’Ad di BodyOn, José Ignacio Martinez Garcia-Prieto, già attivo nel settore della salute attraverso cliniche odontoiatriche presenti anche in Italia, è importata dalla Germania e si distingue dall’elettrostimolazione tradizionale sia perché unisce onde a frequenza bassa e media, assicurando un lavoro muscolare in profondità con il massimo comfort, sia per l’associazione dell’applicazione di elettrodi ad un trattamento dinamico, ovvero all’effettuazione di esercizi. Martinez ci tiene a sottolineare come questa nuova formula abbia quale obiettivo principale la salute più che la scultura dei muscoli, rivolgendosi principalmente a persone che non vogliono o non possono andare in palestra. La clientela sarebbe infatti per l’80% composta da un pubblico alla ricerca di un trattamento fisioterapico, potendo avvalersi dell’assistenza di professionisti abilitati di cui i centri sono dotati. La personalizzazione degli obiettivi è un altro punto forte di questo modello, che prevede risultati tangibili nel giro di 3 mesi con una seduta settimanale da 20 minuti.
La concorrenza con le palestre dovrebbe comunque essere per il momento esclusa, visto la differenza di target anche se, alcune di queste cominciano ad attrezzarsi anche con apparati di elettrostimolazione dinamica.
La crescita esponenziale di questo business non sembra quindi, ad oggi, minacciata da una campagna di screditamento simile a quella che ha falcidiato un altro dei boom commerciali che hanno caratterizzato la Spagna negli ultimi anni e che hanno visto investirvi anche molti italiani come quello delle sigarette elettroniche.
La Regione di Madrid sta comunque pensando a regolamentare il settore che, come tutti quelli con grandi prospettive di crescita, è a rischio far west.
A.L.













