Molto rumore per nulla.

ELECCIONS-ELECCIONES-PARLAMENT-CATALUNYA-DMCONSULTANTSLe elezioni anticipate convocate dal presidente catalano Artur Màs con l’intento dichiarato di trasformarle in un plebiscito sull’indipendenza non solo non hanno fatto uscire dalle urne un voto maggioritariamente favorevole ad una presunta secessione dalla Spagna ma hanno addirittura fatto perdere seggi all’attuale maggioranza.

La lista unitaria della conservatrice Convergencia (che nel frattempo aveva rotto con il socio storico Unio’) e dei repubblicani di sinistra di ERC, sotto il motto di “Uniti per il si (all’indipendenza, ndr)” ha infatti conseguito soli 62 seggi su 135, ovvero 8 in meno di quelli occupati dalla coalizione di governo uscente. Come se non bastasse, i voti ottenuti, per la prima volta, situano le due formazioni al di sotto della maggioranza assoluta.
Per tornare a guidare la Catalogna sarà quindi necessario l’appoggio di CUP, formazione indipendentista radicale, presentatasi con una lista autonoma.
Il sorprendente incremento dell’affluenza- oltre 10 punti rispetto al precedente massimo storico registrato nel 2012 - conferma tuttavia che la maggioranza dei catalani non vuole abbandonare la Spagna.
Il rafforzamento di Ciutadans, la versione catalana di Ciudadanos, che diventa la seconda formazione nel consiglio regionale a spese del PP, di cui è concorrente nell’area di centro-destra, e il mediocre risultato di Podemos, forniscono un solido contrappeso agli indipendentisti oltre a costituire un probabile anticipo dell’exploit che tale partito emergente potrebbe avere nelle elezioni nazionali del prossimo 20 dicembre.
La fine della telenovela delle rivendicazioni indipendentiste frustrate, iniziata un decennio fa con l’approvazione del nuovo statuto catalano e passata attraverso un abortito referendum, entrambe caduti sotto la mannaia della Corte costituzionale spagnola, è comunque ancora lontana.
E’ infatti un comodo paravento per chi governa la Catalogna e, probabilmente, un ottimo coagulante per le forze che vi si oppongono.

A.L.

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