Come ventilato da molti nei mesi scorsi e fatto trapelare dagli organi istituzionali in causa, Ministerio de Justicia e Consejo General de la Abogacía in primis, con la seconda edizione dell’esame di stato forense in Spagna inizia a prendere definitivamente forma quello che sarà l’assetto finale della prova di accesso nonché le sue caratteristiche salienti da qui in avanti.
Innanzitutto, è già stata varata dal Ministero spagnolo la doppia “convocatoria” annuale per non lasciar trascorrere troppo tempo tra la fine di ciascun ciclo di Master, organizzato dalle tantissime università iberiche (sia pubbliche che private), e la prova di accesso medesima: la richiesta era stata da subito avanzata dalle centinaia di candidati interessati e dalle relative rappresentanze istituzionali per evitare di creare un limbo temporale tra la fine del percorso formativo e la verifica pubblica, con aumento smisurato della disoccupazione tra i praticanti avvocati in questo periodo già così complicato sotto il profilo occupazionale (soprattutto in Spagna e nel settore legale iberico anche di più).
Mantenuta dalle Autorità spagnole è stata poi la promessa di estendere il prima possibile, secondo il più comune buon senso, il novero delle sedi di esame per rendere meno pesante, almeno sotto i profili economico e logistico, l’esame nel suo complesso alle centina ed, in futuro, migliaia di candidati che lo sosterranno in tutta la Spagna. Da quest’anno saranno ben 6 da nord a sud e, precisamente, a Madrid ed in ciascuna delle seguenti Comunità Autonome: Andalusia, Galizia, Paesi Baschi, Catalogna e Principato delle Asturie.
Rimane senza dubbio da risolvere, sulla base dell’esperienza pionieristica della prima edizione di Giugno 2014, il nodo dell’aderenza del “temario” di esame almeno al programma di base del “Master en Abogacía” in tutte le università spagnole: al Ministero si sono impegnati (per adesso sulla parola) a non eccedere nel sondare la conoscenza di argomenti di nicchia o, comunque, di tematiche relative a materie di forte specializzazione che possano essere ad appannaggio di programmi formativi frequentati da pochi (soprattutto in ambito internazionale e di diritto di impresa).
Insomma, già la prima delle due sessioni annuali di Maggio 2015 si presenta letteralmente intrisa di curiosità e novità che andranno verificate sul campo, ma quel che è ormai evidente è che anche la Spagna si è dotata di un percorso di accesso all’attività legale di stampo professionale che andrà via via strutturandosi sempre più nei prossimi anni.
Luca Bersani














