10 chiavi per una start-up in Spagna.

Attualmente la Spagna, come altri Paesi vicini, sta vivendo un autentico boom di cosiddette start-up tecnologiche, vale a dire piccole e medie imprese che offrono beni e servizi online. Quest’impennata di imprenditorialità è sostenuta dallo Stato perché considerata un modo per ridurre le conseguenze drammatiche sull’occupazione derivanti dalla crisi economica, non ancora pienamente superata. Tuttavia, prima di lanciarsi in una simile avventura imprenditoriale è importante conoscere i requisiti legali per l’avvio di una tale attività.

Illustriamo quindi le 10 questioni giuridiche che un impresario dovrà affrontare al momento di iniziare ad operare sul web:

  • Costituzione di una società commerciale.L’imprenditore individuale o, se più di uno, i soci avranno prima o poi l’esigenza di limitare la propria responsabilità, sia sotto la forma di imprenditore a responsabilità limitata che sotto quella di società commerciale, normalmente a responsabilità limitata o una “società di lavoratori” (sociedad laboral). La start-up dovrà prendere in particolare considerazione il regime lavoristico da applicare ai soci lavoratori i quali, al di sopra di determinate soglie percentuali di partecipazione e salvo alcune fattispecie (“società di lavoratori”), saranno soggetti al regime previdenziale dei lavoratori autonomi.

  • Patti parasociali. I patti parasociali sono fondamentali, in particolare, per gli investitori e i soci di capitale al fine di definire i termini esatti dell’attività societaria al di là degli angusti limiti della legge sulle società. Questi disciplinano, tra l’altro, questioni legate all’adozione delle decisioni, al programma degli investimenti, ai periodi di “lock-up” durante i quali è vietata la cessione di azioni, alla permanenza del socio di riferimento nonché alle cosiddette clausole put” e “call(tra le più comuni, la clausola di co-vendita otag-along” e quella di trascinamento “drag-along”).

  • Fisco. La società dovrà ottenere il numero di identità fiscale (NIF) presso l’Agenzia Statale dell’Amministrazione Tributaria (AEAT) contestualmente alla presentazione di domanda di iscrizione all’anagrafe tributaria (alta censal) compilando il modulo 036. Dovrà inoltre presentare le pertinenti domande ai fini dell’applicazione dell’Imposta sulle Attività Economiche (AEAT), dell’IVA e dell’Imposta sulle Società (IS). Queste ultime due imposte vanno autoliquidate trimestralmente oltre alla dichiarazione annuale. Andranno inoltre fatti vidimare e bollare i libri contabili e societari. Quanto all’imprenditore individuale, è sottoposto all’Imposta sulle Persone Fisiche (IRPF) oltre al regime IVA.

  • Acuerdo di riservatezza.Una start-up si dovrà inoltre dotare di un accordo di riservatezza (in inglese, “Non-Disclosure Agreement” o, in breve, “NDA”). Un tale accordo

  • dovrà legare i fornitori come, ad esempio, gli sviluppatori di software o i web designer i cui servizi sono imprescindibili per l’avvio dell’attività.

  • Sito web conforme a legge. Il sito web attraverso cui sono commercializzati i prodotti e servizi dell’impresa deve essere conforme ai requisiti posti dalla legge (principalmente la legge 11 luglio 2002, n. 34 sui servizi della società dell’informazione e del commercio elettronico – LSSI) in capo ai prestatori di servizi dell’informazione. Le informazioni richieste dalla legge saranno rese normalmente tra i termini e le condizioni d’uso del sito, sezione che riveste particolare importanza in quanto, da un lato, informa l’utente sui suoi diritti e, dall’altro, limita la responsabilità dell’imprenditore. Se, poi, il sito web incorpora un negozio online, dovrà essere altresì osservata la normativa sulle condizioni generali di contratto (legge del 13 aprile 1998, n. 7) e quella relativa ai diritti dei consumatori (in particolare Decreto Legislativo 1/2007). Va infine ricordato come l’invio tramite posta elettronica di comunicazioni commerciali e notizie sull’impresa (newsletters e simili) richiedono il preventivo consenso del destinatario (sistema dell’“opt-in”).

  • Protezione dei dati personali.Una parte sostanziale dell’attività della start-up farà leva sulla raccolta e sul trattamento di dati personali (generalità e dati di contatto dei clienti, abbonamenti online, etc.). Pertanto, dovranno essere osservati gli obblighi posti dalla Legge Organica n. 15 del 13 dicembre 1999 sulla protezione dei dati personali (LOPD) nonché il relativo Regolamento. Tra tali obbligazioni vi sono la comunicazione della creazione di banche dati all’Agenzia Spagnola per la Protezione dei Dati (AEPD) e la messa a disposizione dei titolari dei dati di una procedura semplice per l’esercizio dei diritti cosiddetti “ARCO” (accesso, rettifica, cancellazione e opposizione). Inoltre, nel caso di ricorso a servizi di cloud computing che comprendano l’immagazzinamento di dati personali, l’impresa dovrà prendere in considerazione i suoi obblighi in quanto responsabile della banca dati così come quelle consistenti nel pretendere da parte del prestatore di tali servizi l’adempimento dei suoi obblighi in qualità di incaricato del trattamento dei dati.

  • Cookies. A corredo di quanto sopra e nel caso in cui l’attività web comprenda l’uso di“cookies”, dovrà essere osservata la normativa su tale tipo di dati e che possono sostanzialmente ricondotti a due: da un lato, fornire informazione chiara e completa sull’uso di tali dati e, dall’altro, ottenere il previo consenso dell’utente del sito web prima che questa venga scaricata.

  • Protezione IP. L’imprenditore può essere interessato alla protezione dei suoi marchi nelle diverse giurisdizioni in cui realizza la sua attività. A seconda dei paesi in cui programmi di svolgere l’attività potrà optare per l’uso del marchio nazionale, comunitario o fare ricorso agli accordi internazionali. D’altro canto, se l’attività comprende invenzioni o processi innovativi, il titolare potrà avviare il procedimento per il rilascio di un brevetto. Generalmente, l’imprenditore sarà interessato alla protezione del software, o di alcuni suoi elementi, mediante il quale svolge la sua attività oltre che di determinate banche dati. Tale protezione in Spagna si potrà ottenere attraverso i titoli di proprietà intellettuale.

  • Pubblicità online. Una gran parte delle start-up vivono di pubblicità. Perciò, per un verso dovranno predisporre i contratti che autorizzano l’inserzione nei loro siti di banners o di altri strumenti pubblicitari online (interstitials, layers e altri) e, per l’altro, controllare i contratti, generalmente di adesione, con cui accettano di partecipare a programmi di fidelizzazione e simili. In particolare, dovranno essere previste clausole di sospensione nel caso in cui l’inserzione pubblicitaria ricada nelle fattispecie di pubblicità illecita previste dalla Legge 11 novembre 1988, n. 34.

  • Forza lavoro.L’impresario dovrà riflettere attentamente sulla forma con cui relazionarsi alle persone che apportano il loro lavoro o prestano determinati servizi a favore dell’impresa senza esserne soci attraverso rapporti di lavoro subordinato (apprendistato, contratti a tempo determinato e indeterminato, part-time, etc.) o meno (stage, lavoro autonomo, etc.). La contrattazione di lavoratori comporta la denuncia presso la Sicurezza Sociale, la corresponsione dei contributi e l’applicazione delle ritenute IRPF previste dalla legge.

In conclusione, la decisione di avviare un’impresa comporta la necessità di affrontare una serie di questioni legali che se non impostate correttamente possono far naufragare anche il miglior progetto imprenditoriale. Pertanto, è consigliabile avvalersi della consulenza di un legale con conoscenze specifiche del settore, ciò che può fare la differenza tra il successo e il fallimento della nuova impresa.

Pablo Sylvester Fleming

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www.frontius.org

frontius

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