Garrigues è l’ultimo dei name partners delle cinque più importanti “law firms” spagnole a cedere la mano.
Il 2014 è chiamato a segnare il cambio di un’epoca anche nel settore legale: pochi giorni fa il pioniere dell’”americanizzazione” della professione forense in Spagna, Antonio Garrigues Walker, al compiere gli 80 anni ha ceduto la presidenza dell’omonima “law firm” a Fernando Vives, che appena l’anno scorso era stato confermato quale socio-direttore sino al 2017.
Il più grande studio dell’Europa continentale e dell’Iberoamerica (331,9 milioni di euro di fatturato e circa 2000 avvocati), con uffici in 29 città, da New York a Shanghai, per la prima volta dal 1941, quando fu fondato dai due fratelli Antonio e Joaquìn Garrigues Diaz-Cañabate, rispettivamente padre e zio del neo ex presidente, non avrà alla sua testa un membro della famiglia.
Si completa così quel processo di “istituzionalizzazione” di quegli studi spagnoli che, nati in ambito familiare e fortemente basati sulla personalità dei titolari, hanno saputo strutturarsi come vere e proprie imprese, potendo contare sul richiamo del brand dei fondatori anche una volta che questi sono usciti di scena.
Poco prima, un altro erede, questa volta di terza generazione, Emilio Cuatrecasas, alla testa del secondo studio spagnolo per fatturato (248 milioni nel 2013) - che in seguito alla fusione nel 2003 con i portoghesi ha aggiunto al nome originale quelli di Golçalvez e Pereira - fondato a Barcellona nel 1917, era uscito di scena portando a termine la cessione delle leve del potere a Rafael Fontana iniziata nel 2012.
Nel 2011, a seguito della morte dei fondatori di Gómez-Acebo & Pombo - Fernando Pombo e Ignacio Gómez-Acebo - la presidenza era passata al vicepresidente Gonzalo Ulloa mentre nel 2010 era toccato ad Aurelio Menendez, dopo la morte dell’altro name partner, Rodrigo Uria Meruendano, cedere la presidenza di un altro colosso come Uría Menéndez, creata come società nel 1973, a José Maria Segovia.
A testimonianza della capacità di guardare avanti da parte dei grandi studi spagnoli vi è peraltro la recente inclusione di cinque di questi nella classifica dei top 50 più innovatori d’Europa stilata dal Financial Times e guidata da Allen&Overy. In particolare, tra i primi 10, l’unico non angloamericano è proprio Garrigues, che si colloca in sesta posizione – dalla decima dell’anno precedente - grazie anche a progetti come la creazione di un think tank che raduna le principali imprese spagnole con il fine di prevedere le tendenze riguardanti la responsabilità sociale. Gli altri quattro studi sono Uría Menéndez (21ma posizione), Gómez-Acebo & Pombo (28ma), Perez-Llorca (40ma) e Cuatrecasas (49ma).
Per la cronaca, tra i magnifici 50 nemmeno un italiano….
Red.





