Bruxelles ordina il recupero degli aiuti di Stato alle multinazionali spagnole.

Considerate illegittime le agevolazioni fiscali concesse dal Governo Rajoy per favorire l’acquisizione di imprese straniere.

Proprio appena prima di andarsene – “in zona “Cesarini” come si direbbe in termini calcisitici – l’attuale commissario europeo alla concorrenza, lo spagnolo Joaquìn Almunia, si prende una rivincita nei confronti del Partido Popular, contro il quale, nel 2002, da leader del PSOE, perse le elezioni a favore di Aznar.

La commissione europea ha infatti ordinato al governo Rajoy di recuperare gli importi relativi alle agevolazioni fiscali concesse alle imprese spagnole in relazione ad acquisizioni di partecipazioni in società estere.

La controversia, invero, risale al 2007, quando la Commissione apre un’indagine relativa ad una disposizione (attuale art. 12, comma 5 del Testo Unico delle Imposte sulle Società) introdotta dal Governo Aznar nel 2001 nella disciplina dell’imposta sulle società che consentiva ad un’impresa soggetta ad imposta in Spagna di dedurre dal proprio reddito imponibile fino a un massimo di vent’anni dopo l’acquisizione, a rate annuali di uguale importo, l’avviamento finanziario risultante dall’acquisizione di una partecipazione di almeno il 5 % in una società estera.

L’avviamento finanziario è dato dalla differenza tra il valore di mercato delle attività materiali e immateriali dell’impresa partecipata e il prezzo di acquisizione pagato per la partecipazione.

Una prima tappa si concludeva nel 2009 con la decisione della Commissione di considerare la disposizione incompatibile con la disciplina europea in materia di aiuti di stato in quanto avrebbe favorito, senza motivazioni oggettive, le acquisizioni da parte di imprese spagnole di partecipazioni in società di altri Stati membri dell’UE rispetto ad analoghe operazioni compiute all’interno della Spagna.

Nel 2011 cadevano sotto la scure della commissione anche le acquisizioni extra-UE, ritenendo che le ragioni addotte dal Governo spagnolo – consistenti nell’esigenza di bilanciare con agevolazioni fiscali gli ostacoli in entrata presenti nei mercati fuori dall’Europa – non trovassero un effettivo riscontro.

Si giunge quindi all’ultima fase della vicenda con l’adozione da parte del Governo Rajoy, nel 2012, di un’interpretazione retroattiva che consentiva l’applicazione delle agevolazioni in questione alle acquisizioni indirette di partecipazioni in società straniere. Ed è proprio tale iniziativa che è stata contestata da Almunia, ordinando al Governo spagnolo di recuperare gli importi corrispondenti ai benefici di cui le imprese spagnole hanno goduto in forza di tale interpretazione.

Nel provvedimento della Commissione non vengono definiti né importi né si individuano le imprese beneficiarie, spettando ciò al Governo spagnolo. Tuttavia, anche in relazione alle pregresse fasi della vertenza, pare che nel mirino vi siano le grandi multinazionali come Telefonica, Iberdrola, Santander ed Abertis.

Red.

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