Gli stakanovisti lavorano a Madrid.

Andalusia e Valenza le regioni spagnole in cui si lavora meno.

Secondo uno studio di Randstad è Madrid la regione spagnola in cui nel primo trimestre dell’anno si è lavorato di più, con una media di 141,4 ore al mese per ogni lavoratore.

Seguono Galizia e Castiglia la Mancia con 137 ore mentre, sul fronte opposto, si collocano Andalusia e Valenza, entrambe con 131 ore, al di sotto della media nazionale di 139,9 ore così come altre 12 regioni.

Nel primo trimestre 2014 si registra il 2,1% in più rispetto al primo trimestre del 2013, allorquando le ore mensili lavorate erano 132,8, ma l’1,9% in meno rispetto al 2008, anno dell’inizio della crisi, quando si lavorava per 137,5 al mese.

Nel 2014 si è quindi avuto il secondo maggior calo degli ultimi sette anni, dopo quello del 2013 in cui le ore lavorate erano scese del 4,7% rispetto al 2012.

In controtendenza, rispetto al 2008, solo i Paesi Baschi (+1,2%) e Madrid (+0,10%), dove le ore lavorate sono aumentate rispetto all’inizio della crisi.

Le regioni con il maggior decremento sono invece state le Canarie (-4,70%), Valenza (-4,5%) e l’Aragona (-3,9%).

Per settori, è nelle costruzioni che si lavora di più, con 148,4 e una crescita dell’1,7% rispetto al 2008, seguite da industria (146,9 ore e +0,5%) e servizi (131,7) che fanno invece registrare un calo dell’1,6% rispetto all’inizio della crisi.

Red.

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