Ai churros non vengono gli occhi a mandorla.

La storica chocolateria San Ginés di Madrid costretta a chiudere i due negozi di Shanghai.

Mai posizione fu più strategica, eppure la benemerita e ultracentenaria (quest’anno compie 120 anni) Chocolateria San Ginés di Madrid, che prende il nome dall’adiacente chiesa del XVII secolo, è infilata in un budello che collega le due vie principali della Madrid asburgica ovvero Arenal e Mayor. E’ infatti la sua collocazione praticamente sul retro di un altro tempio, quello dell’almodovariana movida degli anni ’80, ovvero la più gloriosa e originale discoteca di Madrid - Joy Eslava – che ne ha fatto la churreria per eccellenza della Capitale e, forse, di tutto il Paese.

Generazioni di madrileni e di turisti vi hanno potuto placare la fame che all’alba attanaglia chi esce dalla discoteca inzuppando churros e porras in tazze di cioccolato fumante. A quell’ora, la pasta fritta ricoperta di zucchero di cui sono fatti questi dolci a froma di stick trafilato tipicamente spagnoli, oltre che a rimpiazzare le energie consumate durante la notte, dà la sensazione di poter contribuire ad assorbire l’alcol che nel Paese iberico non ci si fa mai mancare.

Ed è probabilmente proprio a colazione che i churros danno il meglio di sé,benché i tavolini della Chocolateria San Ginés siano occupati anche di pomeriggio, da un pubblico mediamente più avanti con l’età, spesso accompagnato da figli e nipotini, per la merenda.

Il successo è stato tale che, qualche anno fa, tra fine 2012 e inizio 2013, sono stati aperti due negozi nella capitale economica cinese, Shanghai, situati nei centri commerciali più importanti della città.

Sin da subito gli spagnoli sono stati consapevoli della necessità di adattare la specialità iberica al gusto locale, dovendo scendere a compromessi che farebbero rabbrividirne gli autori stessi, servendoli invece che con l’ortodossa cioccolata, con gelato, formaggio e salsa barbecue….

La versione classica sarebbe infatti risultata troppo dolce per il palato cinese che, peraltro, gradirebbe consumare i churros più a merenda che a colazione.

Ma ciò non è bastato a replicare lo straordinario – e unico – successo di Madrid e la casa madre si è vista costretta, alla luce degli scarsi risultati, ad abbassare, per il momento, le serrande in Cina cominciando forse a rendersi conto che, per quanto si possa venire incontro al gusto locale, la magia che da decenni va in scena sul retro della Joy Eslava non è esportabile…

A.L.

FacebookTwitterGoogle+Condividi

Lascia un commento

Devi essere registrato per lasciare un commento.