No pasaràn.

La misura di quanto siano agghiaccianti – come il gelo del più rigido degli inverni che penetra pungente nel profondo delle ossa – i fatti di Parigi è data dalla grossolana e volgare contrapposizione tra due libertà fondamentali - quella di espressione e quella di religione – che due esseri indegni di appartenere al consorzio umano si sono illusi di affermare colpendo al cuore la culla della Dichiarazione Universale che per prima le ha affermate.

Le generazioni del dopoguerra, cresciute in una società omogenea e indirizzata verso il benessere, avevano forse tenuto in secondo piano il prezzo di conquiste secolari, peraltro ripetutamente rimesse in discussione, non potendo riscontrare gli effetti della manifestazione di opinioni che viaggiano in tempo reale su scala planetaria e che riguardano un vicino “diverso”.

L’esercizio di libertà che si davano per acquisite e scontate è ormai diventato un atto di eroismo e il fronte non è più nelle trincee ma nelle strade, nelle scuole e sui luoghi di lavoro.

Peraltro, la tentazione di cadere nella trappola della reazione istintiva, così pervicacemente perseguita dai provocatori, è forte allorquando la migliore risposta è proprio quella che si potrebbe considerare contro-intuitiva.

E’ infatti il substrato che consente ai responsabili di questi atti bestiali di agire ritenendo di essere paladini di una causa superiore che va estirpato con coraggio e, se del caso, pregiudicando interessi che troppo spesso per convenienza sono considerati intoccabili.

Così, tanto sul fronte interno, dove la lotta all’emarginazione ed alla discriminazione sono sull’unica via per fare si che tutti si sentano pienamente parte della medesima società, quanto su quello esterno, tagliando il cordone ombelicale con Paesi e organizzazioni che hanno rapporti ambigui ed ambivalenti con chi attenta ai nostri valori.

La ricreazione, purtroppo, è ormai finita e siamo tutti chiamati ad essere in prima linea non compiendo altro che l’atto eroico di celebrare con le nostre azioni i diritti dell’uomo e del cittadino proclamati a Parigi nel 1789.

A.L.

FacebookTwitterGoogle+Condividi

Lascia un commento

Devi essere registrato per lasciare un commento.