Nell’anno elettorale niente aumento delle tariffe.

Per la prima volta dal 2007 i prezzi dei servizi pubblici non aumenteranno. La bolletta del gas scenderà del 3% e quella della luce del 4%.

Mentre in Italia, secondo le associazioni dei consumatori, l’anno nuovo porterà un aumento delle tariffe pari a 677 euro a famiglia, in Spagna, per la prima volta dall’inizio della crisi i prezzi dei servizi pubblici non subiranno rialzi.

Deflazione, deindicizzazione delle tariffe, crollo del prezzo del petrolio e – secondo una lettura un tanto maliziosa - elezioni in arrivo fanno si che servizi soggetti ad aumenti negli anni della crisi non solo per la prima volta rimarranno stabili – come il trasporto pubblico – ma saranno addirittura in discesa come gas (-3%) e luce (-4%).

A tale risultato non è estranea l’entrata in vigore della legge sulla Deindicizzazione dell’Economia mediante la quale i prezzi di servizi come acqua, telefonia, poste e pedaggi sono stati svincolati dalla dinamica dell’Indice dei Prezzi al Consumo, rimanendo dipendenti solo dai costi di produzione con aumenti determinabili in una forchetta che va fino al 2%.

Fermi, per la prima volta negli ultimi cinque anni, anche i pedaggi autostradali e rinuncia di AENA all’applicazione dell’incremento autorizzato delle tasse aeroportuali.

Stop all’aumento anche delle imposte locali a Madrid, dove l’IBI (Imposta sui Beni Immobili) rimarrà invariata e verrà eliminata la tassa sui rifiuti così come non subirà incrementi la tariffa oraria delle zone blu.

In lieve rialzo solo il biglietto dei treni di breve e medio raggio (+1,85%) facendo comunque registrare il minore incremento dal 2007.

Red.

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