Riduzione da 80 a 36 delle professioni ordinistiche. Iscrizione gratuita e quota annuale non superiore a 240 euro.
E’ in dirittura d’arrivo, dopo consultazioni durate quasi un anno, la bozza di disegno di legge predisposta dal Ministro dell’Economia spagnolo Luis de Guindos e approvata in via preliminare dal Consiglio dei Ministri il 2 agosto 2013, di riforma dei servizi e degli ordini professionali, la cui disciplina risale al 1974.
Si prevede di ridurre ad oltre la metà le professioni per il cui esercizio è richiesta l’iscrizione obbligatoria ad un ordine (in Spagna non esiste differenza tra ordini e collegi), che verrà mantenuta solo in ambito sanitario e giudiziario oltre che nei casi che richiedono alta specializzazione.
Rimarranno quindi in vita gli ordini di medici, farmacisti, infermieri, fisioterapisti, podologi, ottici e optometristi, veterinari, biologi, chimici, fisici, geologi, architetti, degli avvocati e procuratori, notai, conservatori dei registri immobiliari e delle imprese, architetti e ingegneri.
Non saranno invece più obbligati ad iscriversi ad un ordine per esercitare la propria professione, tra gli altri, i giuristi d’impresa, gli agenti di commercio, i consulenti della proprietà industriale e gli amministratori di condominio, ciò cui si oppone l’organizzazione unitaria degli ordini spagnoli, la Uniòn profesional, che chiede mantenere anche gli ordini dei professori di educazione fisica e degli educatori sociali…
La nuova normativa mira inoltre a porre fine al proliferare dell’istituzione di ordini da parte delle Regioni che, una volta entrata in vigore, potranno solo prevedere che l’esercizio di una determinata attività sia riservato a professionisti in possesso di requisiti tra i quali, però, non figuri la laurea come, ad esempio, i tatuatori.
Viene inoltre meno l’obbligo di iscrizione all’ordine che ha sede nella circoscrizione in cui si ha il proprio domicilio e non vi saranno più limiti territoriali all’esercizio della professione che potrà avvenire nell’intero ambito nazionale a prescindere dalla regione di appartenenza.
L’iscrizione – che oggi raggiunge gli oltre 1.900 euro per gli avvocati di Valladolid - sarà inoltre gratuita e la quota annuale (attualmente quasi 2.300 per i procuratori di Pontevedra o 1.200 euro per gli avvocati di Jerez de la Frontera) non potrà superare i 240 euro (di cui gli iscritti privi di occupazione potranno chiedere la riduzione del 75%), salvo che l’assemblea degli iscritti non decida diversamente a maggioranza dei quattro quinti.
Gli ordini non potranno poi imporre ai propri iscritti la stipula di assicurazioni ed ai membri del consiglio – per i quali vengono stabilite incompatibilità con altri incarichi - sarà vietato ricevere regali e favori oltre che assumere, presso l’Ente, propri familiari.
Red.













