Il gigante alimentare Ebro Foods sarebbe pronto a sborsare 32 milioni di euro per il pastificio Garofalo.
Il Made in Italy fa proprio gola alla Spagna, che si era già presa l’olio (Bertolli, Carapelli e Sasso, attualmente di Deoleo), i sughi (STAR, andata ai catalani di Agroalimen) il prosciutto (Fiorucci, comprata da campofrio) e adesso punta al simbolo nazionale per eccellenza: la pasta. Suona infatti come una conferma la smentita dell’amministratore delegato del Pastificio Luciano Garofalo, Massimo Menna, delle indiscrezioni apparse sulla stampa italiana in merito all’interessamento del gigante spagnolo dell’alimentare Ebro Foods per lo storico marchio di Gragnano.
Infatti, sebbene non si facciano nomi e non si avvallino cifre, nel comunicato diffuso a Pasqua, si afferma che “Garofalo esplora costantemente le possibilità offerte dal mercato per supportare lo sviluppo internazionale” rassicurando al contempo riguardo al mantenimento di sede e personale a Gragnano in quanto “capisaldi della propria identità, qualità e crescita”.
Dopo il riso Scotti, di cui hanno acquistato il 25% per 18 milioni di euro l’estate scorsa, secondo quanto riferito da Il Mattino di Napoli adesso gli spagnoli intenderebbero mettere le mani nella pasta di alta qualità sborsando circa 32 milioni di euro, pari al 51% del capitale della Garofalo. Il gruppo alimentare, con sede a Madrid e quotato alla borsa iberica, con un fatturato, nel 2013, di quasi due miliardi di euro ed un utile netto di oltre 132 milioni, è leader mondiale del riso e secondo per quanto riguarda la pasta. Guidato da Antonio Hernandez Callejas, è presente in oltre 25 Paesi con più di 60 marchi nel suo portafoglio, come Panzani, che in Francia è sinonimo di pasta, o l’americana Ronzoni, entrambe fondate da emigranti italiani.
Il pastificio Garofalo, appartenente alla famiglia Menna e fortemente rilanciato dall’attuale a.d. anche con operazioni di marketing quali la sponsorizzazione del film di Woody Allen To Rome with Love, esporta oltre il 60% della propria produzione, soprattutto negli Stati Uniti ed in Svizzera, e nel 2013 ha fatturato 128 milioni di euro, in crescita rispetto ai 117 del 2012, con un utile netto di 2,8 milioni e 162 dipendenti. Nel 2012 aveva rilevato, per 1,1 milioni di euro, lo storico marchio Russo di Cicciano.
Ma lo shopping di Ebro Foods in Italia non sarebbe finito se, come riporta Il Giorno, fosse confermato l’interesse per il riso Flora, del gruppo pavese Colussi e, ancora, secondo alcune indiscrezioni, addirittura per i tortellini Rana.
Red.













