E’ al titolo del film che ha riportato l’Oscar in Italia che l’Ambasciatore a Madrid, Pietro Sebastiani, ha fatto riferimento per descrivere la serata organizzata negli splendidi giardini della sede diplomatica italiana affollati da varie centinaia di invitati.
Bellezza dai risvolti economici, cui è stato lasciato – dando un bell’esempio della ormai da tempo tanto invocata diplomazia economica – tutto il protagonismo della celebrazione.
Maserati, Technogim e Piaggio sono solo alcuni dei marchi che fanno rima con Italia presenti in grande stile negli spazi non occupati dall’imponente carrellata di prodotti enogastronomici Negrini, leader della distribuzione alimentare italiana in Spagna.
Ma il tema della serata è stato soprattutto l’Expo che, come ha ricordato la sua Presidentessa, Diana Bracco, per volontà di Napolitano è stata promossa contemporaneamente in 180 sedi diplomatiche italiane in occasione della festa nazionale.
Bracco ha ricordato le importanti eredità lasciate dalle expo come la torre Eiffel (Parigi, 1989) o il traforo del Sempione, realizzato in vista della manifestazione tenutasi a Milano nel 1906, segnalando, per altro verso, come negli ultimi tempi ci si sia concentrati su tematiche di interesse planetario che ruotano intorno al problema della sostenibilità.
E’ stato evidenziato come l’evento costituisca una straordinaria vetrina per mettere in mostra quanto di meglio l’Italia sa fare in termini di innovazione, di capacità di adattamento e di riemersione da situazioni di crisi, creando al contempo opportunità di lavoro, soprattutto per i giovani, cui è dedicato il padiglione italiano che ha appunto le fattezze di un vivaio.
“Il lavoro prima di tutto” aveva già precedentemente dichiarato l’Ambasciatore, indicando la sfida di coniugare benessere e competitività da perseguire al livello di quell’Europa che, a cent’anni dallo scoppio della prima guerra mondiale, non può che essere vista come una conquista di pacifica convivenza.
L’altro invitato speciale della serata, Piero Fassino, ha promosso il ruolo di Torino come capitale della cultura che cercherà di cogliere tutte le opportunità offerte dall’Expo
del 2015, rinvenendo assonanze con le politiche culturali seguite da Madrid che hanno avuto riflesso in centri come il Matadero o il Conde Duque. Il Sindaco del capoluogo piemontese e Presidente dell’ANCI ha in particolare insistito sul ruolo della cultura quale leva per sollevarsi dalla crisi.
Un tocco di tipica concretezza lombarda è stato infine conferito da Bracco quando ha invitato calorosamente le imprese spagnole a recarsi per le loro riunioni ed eventi presso le strutture dell’Expo.
A.L.














