Il Corriere di Spagna, per concessione dell’Ambasciata italiana a Madrid, pubblica il discorso integrale dell’Amb. Pietro Sebastiani in occasione delle celebrazioni per la Festa della Repubblica.
Altezze Reali,
Eccellentissime Autorità,
Signor Sindaco di Torino,
Signora Presidentessa dell’Expo Milano 2015,
Colleghi Ambasciatori,
Signore e Signori,
mentre preparavo questo discorso stavo cercando di immaginare le parole che avrebbe potuto pronunciare un mio precedessore cento anni or sono in occasione della Festa Nazionale dell’allora Regno d’Italia, probabilmente nella sede della Calle Mayor.
Nel 1914 l’Europa, e il mondo, si affacciavano su di un abisso che avrebbe inghiottito milioni di vite umane, che ricordiamo qui commossi, cancellando una “belle époque” il cui profilo era via via andato dissolvendosi, all’accendersi di micce nazionaliste e preparandosi il terreno per ideologie e divisioni che hanno finito per affliggere il Vecchio Continente durante la maggior parte del secolo scorso.
Ho immaginato le preoccupazioni, il turbamento, l’inquietudine, la paura: sentimenti che gravavano pesanti e plumbei sull’Europa di allora.
Contrariamente a quell’epoca, e di questo sono fermamente convinto, ciò che oggi deve prevalere è uno spirito di ritrovata fiducia, di rinato ottimismo.
Molti segnali, in Italia, in Spagna, in Europa, nel mondo, ci dicono che una delle crisi più drammatiche delle ultime decadi si sta lentamente dissolvendo, lasciando spazio a prospettive più positive e a scenari di maggiore ottimismo.
Sapete quanto per gli Italiani, e oserei dire per tutto il mondo, evoca la parola Rinascimento: una “rinascita” completa, olistica, in cui la ripresa economica va mano nella mano con una nuova spinta artistica, lo sviluppo culturale, la crescita umana e sociale, l’apparire di nuove relazioni ed il rifiorire di tutta una comunità.
Crediamo profondamente in questa rinascita, vediamo come si moltiplicano i segnali che lo annunciano e vogliamo accrescere e propagarne gli effetti.
Sono per tutto ciò particolarmentesoddisfatto che questa sera sia qui con noi Piero Fassino, Presidente dell’Associazione dei Comuni Italiani e Sindaco di Torino, che è per me una città emblematica, poiché nell’ultimo decennio ha saputo reinventarsi, dotarsi di una nuova coazione, collocandosi in modi singolare nel panorama delle città intelligenti e globali.
La città che ha dato vita alla moderna industria italiana - e, in gran parte, anche mondiale - e che fu la prima capitale di un’Italia unificata è, come vi dicevo, rinata anche grazie ai Giochi Olimpici invernali del 2006.
Torino di contraddistingue oggi come città della cultura, del design, dell’innovazione, della gastronomia e del gusto, mantenendo intatta la sua solida base industriale e produttiva.
Adesso tutto l’Italia ha nel suo orizzonte un’altra grande opportunità.
Si tratta dell’Esposizione Universale di Milano 2015, che col titolo “Nutrire il pianeta, Energia per la vita” punterà i riflettori su di un tema tanto antico quanto quotidiano, quello dell’alimentazione.
EXPO ha l’ambizione di parlare, dibattere, riflettere, proporre, appassionare, sedurre durante sei mesi venti milioni di visitatori con temi come la conservazione e la gestione attenta delle materie prime, benessere e educazione alla salute, innovazione industriale e tradizione artigianale, alimentazione e identità culturale, lotta fino all’eliminazione della denutrizione, la mancanza di alimentazione e l’alimentazione scorretta.
Nessuna azione d’altra parte ci mette in relazione così intimamente con la natura come quella di alimentarci.
Non c’è necessità fisiologica umana che abbia assunto una dimensione sociale e comunitaria come quella di consumare un pasto.
Nessuno tra i gesti della nostra quotidianità è così carico di tanti significati simbolici come quello di sederci ad una tavola circondati da altri commensali.
Se un filosofo del nord Europa, Feuerbach, ci ha insegnato che “l’uomo è ciò che mangia”, in un’allusione al vincolo indissolubile tra corpo e anima, il grande pensatore latino e, nel fondo, spagnolo “ante litteram”, Seneca ci ha lasciato in legato parole rivelatrici circa uno stile di vita ideale in cui la alimentazione occupa un posto rilevante.
“Il cibo soddisfi la fame, le bevande la sete, il piacere si limiti a scorrere nei limiti necessari - scrisse Seneca nel De Tranquillitate Animi - apprendiamo a mantenerci saldi sulle nostre gambe e adeguiamo il nostro stile di vita e le abitudini alimentari non alle nuove mode ma a ciò che ci trasmettono i costumi dei nostri antenati”.
L’EXPO, con la partecipazione di quasi 150 tra Stati e Organizzazioni, rappresenterà una vetrina unica innanzitutto per Milano ma anche per molte altre città, tra cui appunto Torino, che potrà così consolidare l’asse con la parte più produttiva del Paese a beneficio dell’Italia intera.
Sarà in fondo anche una vetrina straordinaria e privilegiata per altri Paesi che, come la Spagna, sono strettamente legati all’agricoltura ed all’alimentazione.
Ce lo confermerà tra qualche minuto Diana Bracco, Presidentessa di EXPO 2015, che ci onora oggi con la sua presenza.
EXPO offrirà pertanto a Milano ed all’Italia un’occasione per aprirsi verso il mondo.
Entrambe credono fermamente nel futuro e scommettono su di esso.
Ed è verso il domani che guardano l’Italia, il suo Governo, i suoi cittadini.
Per svolgere un ruolo da protagonisti, con forza e determinazione, nell’Expo così come nei molti grandi appuntamenti internazionali che avranno luogo nei mesi a venire.
Tra molte poche settimane Roma sarà nuovamente la capitale d’Europa al assumere la presidenza semestrale dell’Unione.
L’Italia ha le carte in regola per rivestire il ruolo di protagonista nel Continente nell’interesse e per il bene di tutti.
Possiede un’inclinazione verso l’integrazione, simbolizzata dalla firma dei Trattati fondativi proprio nel Campidoglio di Roma.
Mantiene la sua vocazione europeista anche nell’attuale contingenza storica e conta su di una leadership che si è vista rinforzata nelle recenti elezioni europee.
Appoggiandosi su questi punti di forza, coerentemente con la storia millenaria del Paese, l’Italia, confidando nel sostegno di Paesi amici con la Spagna si propone di collocare al centro del dibattito europeo la crescita, l’occupazione, la cooperazione e la solidarietà per affrontare il dramma dell’immigrazione nel Mediterraneo.
La cittadinanza deve poter ottenere dell’Unione le risposte ai dilemmi che attanagliano la sua quotidianità (il lavoro prima di tutto, e le prospettive di una vita degna soprattutto per i giovani) per trovare l’uscita definitiva dalla crisi coniugando benessere e competitività
Questa sera ho voluto mettere l’accento su di un’Italia che si muove e va verso il futuro.
Il movimento - nelle sue distinte forme - costituisce anche il filo che lega idealmente tra loro anche i nostri partner di questa sera, da Ferrero a Maserati, da Piaggio a Technogym, tutti marchi di fama mondiale, che incorporano un inconfondibile e irrinunciabile modello italiano, che ringrazio sinceramente per il sostegno.
Ringrazio ugualmente la Camera di Commercio Italiana per la Spagna, Mediaset Spagna per la loro assistenza tecnica, le società Negrini, Lavazza, Martini, Peroni e San Benedetto che con i loro prodotti e con quelli della città di Torino ci ricorderanno la “Grande Bellezza” di cui l’Italia è capace anche a tavola.
Per ultimo, vorrei dedicare la conclusione del mio intervento al momento storico che proprio oggi vive il Regno di Spagna, cui l’Italia si unisce con un sentimento di fraterna amicizia.
(Traduzione dallo spagnolo a cura de Il Corriere di Spagna)














