Quello che sembrava essere solo un auspicio a inizio anno ha trovato conferme nei primi mesi del 2014: la Spagna sta rivedendo la luce in fondo al tunnel.
Non si tratta più di mere impressioni ma di dati forniti da autorevoli organismi quali, tra gli altri, il Banco di Spagna, l’Istituto Nazionale di Statistica (INE) e perfino dalla Commissione europea.
Settore immobiliare e occupazione, gli indicatori più critici della crisi, cominciano a muoversi anche se, riguardo al secondo, la crescita è ancora troppo modesta e per niente affatto risolutiva di quello che è il principale fardello della Spagna.
Ma più che i dati oggettivi, pare essere tornato l’impulso che li presuppone ovvero l’ottimismo. Questo non caratterizza solo gli investitori esteri, che hanno cominciato un intenso shopping immobiliare, consentendo ad alcune banche di sbarazzarsi finalmente di di cespiti acquistati prima della crisi e poi rimasti sul groppone, ma anche, forse con sorpresa di molti, i consumatori spagnoli.
Ed è proprio la ripresa della domanda interna che dovrebbe costituire uno dei fattori di rilancio dopo ormai 6 anni di crisi.
Il mercato, dal canto suo, sta dimostrando un certo dinamismo con alcune operazioni che segneranno probabilmente l’intero anno tra cui, oltre alla quotazione in borsa si eDreams e dell’immobiliare Hispania, l’acquisto di ONO da parte di Vodafone e quello di Canal+ da parte di Telefonica (che si perfezionerà con il via libera delle autorità antitrust), così come il “salvataggio” di Deoleo da parte degli inglesi di CVC.
Quest’ultima acquisizione, in particolare, ha portato alla ribalta i rapporti tra Spagna e Italia nel settore alimentare, facendo scoppiare un “caso” su di uno dei simboli nazionali per entrambi i Paesi quali l’olio e mettendo alla prova l’evoluzione e la coerenza stessa della politica economica pubblica, in bilico tra vecchi schemi di intervento diretto e apertura al mercato. Alla fine, nel “litigio” tra i due vicini mediterranei ha goduto la Perfida Albione, che però ha fatto l’offerta migliore.
Peraltro, un’altra icona nazionale, quale la pasta, pare essere nel mirino degli spagnoli, che si confermano una grande potenza alimentare con colossi in grado di divorare il più frammentato made in Italy.
La collaborazione tra le imprese dei due Paesi si sta comunque rivelando un successo soprattutto nel settore delle costruzioni, quello più penalizzato dalla crisi, che ha trovato nelle commesse dei Paesi emergenti un’ampia boccata di ossigeno. Dopo il positivo superamento dell’impasse nella costruzione del nuovo canale di Panama, è infatti stata aggiudicata ad un consorzio ispano-italiano un’altra grande opera quale l’ampliamento della metropolitana di Lima.
E’ a questi esempi che ci piace guardare, guidati da un’efficace “mantra” che ci ha regalato Giuseppe Tringali, ad di Mediaset España: “quando la valanga arriva bisogna farne parte per non esserne travolti”.
Alessio Limonet













