Mercado di San Ildefonso: la strada che si fa mercato postindustriale.

sanild6Un altro riuscitissimo “figlio” del Mercado de San Miguel che interpreta alla perfezione lo spirito del quartiere radical-chic di Madrid.

In principio fu il Mercado di San Miguel. E fu subito boom. Saranno stati la contiguità con la Plaza Mayor, il fascino della struttura di metallo e vetro in stile liberty o l’innovativo concept di un mercato dove non si va a fare la spesa ma a consumare direttamente: fatto sta che dal 2009 è una delle attrazioni gastronomiche più frequentate di Madrid. Si era trattato comunque di una scommessa coraggiosa, essendo una prima assoluta, in un angolo leggermente eccentrico rispetto al principale flusso turistico ma in una zona che in cui ogni porta era già pronta a catturare il passante. Chi ha avuto l’intuizione che quello potesse diventare uno degli ombelichi della Capitale, come l’austriaco Hans-Peter Redhammer – uno dei tanti ex Erasmus che non è riuscito a lasciare la Spagna – il quale, con un socio spagnolo, si è accaparrato ben 5 dei 33 stand, ne è stato ampiamente ripagato, tanto da rilanciare partecipando ad un’altra scommessa come Platea.

A far capire che proprio di scommessa si trattasse ci ha pensato l’effimera esistenza del Mercado Isabela, che ha resistito per pochi mesi nel Paseo de la Habana – non lontano dal Bernabeu – vittima di una mal calibrata emulazione del Mercado di San Miguel combinata con lo sfortunato timing di un’apertura avvenuta nel bel mezzo della crisi.

Il contagio è invece stato positivo per il Mercado de San Antòn, nel cuore del quartiere gay di Chueca, in cui è stata sapientemente equilibrata la parte di un autentico mercato – di alta qualità – con gli stand per il consumo diretto, completando il tutto con una deliziosa terrazza con vista sugli eleganti edifici circostanti in cui sorseggiare un mojito ben preparato.

sanild2A pochi passi da lì, in un angolo della trendy calle Fuencarral, quasi in contemporanea con l’inaugurazione di Platea, a giugno è stato inaugurato,sanild7 più in sordina, il Mercado de San Ildefonso che interpreta così bene lo spirito della strada in cui si trova da costituirne una continuazione che ne esalta le caratteristiche.

Chiuso in una scatola di listelli di legno, solo alzando lo sguardo all’altezza del numero 57 della via, angolo con la Corredera Baja de San Pablo, e leggendo l’insegna ci si rende conto che una facciata minimal nasconde quello scrigno sorprendente che ospita la rivisitazione, in chiave post-industriale, dell’antico mercato di quartiere.

Al ferro, al vetro e al cemento che ne strutturano i tre piani mancano solo i bocchettoni della metro di New York – richiamato peraltro dai rivestimenti in ceramica dellesanildef1 pareti - con gli sbuffi di vapore per sentirsi ancor di più immersi in un ambiente metropolitano che al tempo stesso richiama il ribollire dei mercati asiatici. E che dire di quel cortile che sembra sospeso nel reliquato di un edifico abbattuto che funge da oasi (anche per i fumatori)? I 18 stand che occupano i 500 metri quadrati del Mercado offrono “strret food” dalle fritture di pesce alle crocchette, ma anche hamburger, gli immancabili insaccati spagnoli e molto altro. Ad ogni piano un bar, tra i quali spicca quello dell’ultimo piano, con un’aria americana da anni ’50.

sanild3Il pubblico è forse il miglior mix tra tutti gli emuli del capostipite dei “Mercados” di Madrid: una buona via di mezzo tra l’iper-turistico San Miguel, il forse un po’ dispersivo San Antòn ed il raffinato Platea. Molti radical-chic che frequentano il quartiere con i negozi di tendenza, i “pentiti” dell’ormai inflazionata Latina e turisti un po’ più anticonvenzionali trovano qui uno dei nuovi punti di riferimento.

Non ci sarebbe quindi da sorprendersi se, oltre all’epidemia del Mercado di San Miguel, che ha contagiato già Bercellona, con il Mercat de la Princesa al Born, e Siviglia, dove in autunno aprirà, in un edificio di Eiffel la spazio dell’ex torero Fran Rivera, scoppiasse presto anche il virus del Mercado de San Ildefonso.

A.L.

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