L’estate Pop sul paseo del Prado.

Date: 18 ago 2014
Da admin
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Due grandi mostre sulla Pop Art al Thyssen-Bornemisza e al Reina Sofia di Madrid. Presenti anche opere degli italiani Schifano, Rotella e Adami.

Era da 22 anni che la Capitale spagnola non ospitava una grande mostra sulla Pop Art. A tale assenza ha posto rimedio il Museo Thyssen-Bornemisza che il 17 giugno ha aperto le porte a Mitos del Pop, 103 opere provenienti da oltre 50 musei e collezioni private di tutto il mondo, tra cui la National Gallery di Washington, la Tate di Londra e la collezione Mugrabi di New York, ammirabili sino al prossimo 24 settembre con orario 10-22 dal martedì al sabato mentre lunedì e domenica chiude alle 19 (biglietto normale a 11 euro e con 2 euro in più si ha accesso anche alla retrospettiva su Hamilton al Reina Sofia).

Scopo dell’esposizione della corrente artistica che prende il nome dal collage del 1956 realizzato dal britannico Richard Hamilton (“Just what is it that makes today’s homes so different, so appealling?”) nel quale compare la parola “Pop” ma nota la grande pubblico soprattutto per le opere di Wharol e Lichtenstein è, nelle parole della curatrice, Paloma Alarcò “passare al setaccio le fonti comuni del Pop internazionale ed effettuare una revisione dei miti che hanno tradizionalmente definito il movimento”. Le immagini presenti a molti nasconderebbero, infatti, un “ironico ed innovativo codice di percezione della realtà ancora attuale ai nostri giorni”.

Fedele alla sua impostazione di pinacoteca, il Thyssen propone una lettura della Pop Art attraverso la pittura, mettendo in relazione le opere con la plurisecolare tradizione che le ha precedute e facendo quindi emergere l’ambivalenza di rottura e continuità rispetto al passato sulla quale tale corrente si è situata. Il percorso si dipana quindi tra sale organizzate secondo i generi classici del ritratto, della natura morta nonché dei temi storici e paesaggistici potendo approfondire i vari feticci ella Pop Art dagli iniziali “fumetti” di Lichtenstein ai “marchi” di Wharol ma anche di Mario Schifano (“Coca-Cola”) o, ancora, i “ritratti” dei Beatles o di Liz Taylor (“Cleopatra”) di Mimmo Rotella, viste di interni come “Il Camerino” di Valerio Adami e rivisitazioni di grandi classici come Las Meninas di Velazquez ad opera dello spagnolo Equipo Cronica in “La salita”.

L’altro dei tre vertici del triangolo dell’arte madrileno, il Reina Sofia, ci mette del suo con la retrospettiva del citato Richard Hamilton – dal 27 giugno al 13 ottobre – di cui ospita ben 250 opere realizzate tra il 1949 e il 2011 ovvero l’anno della sua morte.

L’attività dell’artista britannico viene esplorata in tutti i suoi aspetti attraverso la molteplicità di strumenti, generi e tematiche cui ha fatto ricorso: fotografia, disegno, incisioni, manipolazioni digitali di immagini; ritratto e autoritratto, indagini di carattere metalinguistico, critica politica, rilessioni sul consumismo e la cultura di massa. Visitabile tutti i giorni, tranne il martedì, dalle 10 alle 21 mentre la domenica la chiusura è anticipata alle 19 (biglietto a 5 euro).

A.L.

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