Ancora una conferma sulla ripresa dell’economia spagnola viene dai dati diffusi da Eurostat sul PIL del primo trimestre del 2014, che fanno registrare nel Paese iberico un più 0,4% rispetto agli ultimi tre mesi del 2013 ovvero il doppio della media dell’Eurozona, ferma allo 0,2%, mentre quella dell’UE a 28 è allo 0,3%.
Nella zona dell’euro la Spagna è seconda, a parimerito con il Belgio, solo rispetto alla Germania, che ha fatto segnare un +0,8%, essendo stata la miglior performance assoluta nell’UE conseguita dalla Polonia e dall’Ungheria (+1,1%).
Le recenti previsioni della Commissione europea sulla crescita dell’1,1 %PIL spagnolo nel 2014 paiono quindi trovare nei primi mesi dell’anno un buon viatico e vanno nella giusta direzione.
Lo stesso non si può invece dire dell’Italia, che si colloca tra i Paesi zavorra della zona euro, con un -0,1%, in controtendenza rispetto alle previsioni, su base annua, di un seppur timido +0,6%, ottenendo il peggior risultato tra le grandi economie della moneta comune e lasciando indietro, tra i Paesi più significativi, solo l’Olanda, con un -1,4%, visto che gli altri segni meno riguardano Finlandia (-0,4%), Portogallo e Cipro (-0,7%) nonché Estonia (-1,2%).
Rispetto al primo trimestre del 2013, la Spagna è cresciuta dello 0,6%, ovvero meno della media dell’Eurozona (+0,9%) e dell’UE a 28 (+1,4%) mentre l’Italia è scesa dello 0,5%.
Si osserva tuttavia come alla crescita di questo importante indicatore si stia accompagnando quella del debito pubblico spagnolo che, con un 96,7% del PIL, a marzo ha fatto segnare un nuovo record, attestandosi a 990,446 miliardi di euro, ovvero più del doppio di quel 40% registrato all’inizio della crisi nel 2008.
Red.














