Dopo la “guerra” dell’olio, quella dei treni?

Ansaldo esclusa, a favore della partecipata statale spagnola Indra, dall’appalto per la fornitura di dispositivi di sicurezza ferroviaria nonostante abbia fatto la migliore offerta.

Si allunga un’ombra, secondo quanto riferisce il sito spagnolo elconfidencial.com, sull’aggiudicazione dei dispositivi di sicurezza per la linea nord dell’alta velocità (AVE) che farebbe pensare ad un ennesimo “veto” del Governo di Rajoy nei confronti delle imprese italiane dopo quello che sarebbe stato opposto al Fondo Strategico Italiano nella partita relativa all’acquisto di Deoleo.

L’ultima vicenda riguarda la fornitura degli ERTMS (European Rail Traffic Management System) per i 290 chilometri della linea (Valladolid-León, Venta de Baños-Burgos e La Robla-Pola de Lena), nella quale il consorzio guidato da Ansaldo ha avuto la peggio nonostante abbia fatto la migliore offerta poiché il ribasso, tra il 20 ed il 30% rispetto all’importo a base d’asta (430 milioni di euro), è stato ritenuto eccessivo.

Tecnicamente, l’offerta è stata considerata dall’Adif, l’ente pubblico che gestisce la rete ferroviaria, anormalmente bassa e le giustificazioni fornite dal gruppo che comprende anche dalla basca CAF (Construcciones y Auxiliar de Ferrocarriles), volte a dimostrare che nonostante il prezzo ribassato le opere la realizzazione dell’oggetto dell’appalto sarebbe stata ugualmente possibile, nono sono state accolte dalla stazione appaltante.

L’aggiudicazione è quindi andata a favore del secondo arrivato, ovvero il consozio tra la partecipata statale spagnola Indra ed Alstom, Bombardier e Siemens, con un ribasso tra il 3 e il 4% . Ansaldo, ha deciso di reagire impugnando la decisione dell’Adif.

A fronte dell’accusa di eccessivo ribasso che metterebbe a rischio l’affidabilità della realizzazione degli impianti di sicurezza, dall’altra parte si ribatte sostenendo che l’alto importo offerto dai concorrenti sarebbe dovuto ad una concertazione dei prezzi.

La polemica si colloca peraltro proprio in un momento in cui sono venuti alla ribalta gli sprechi dovuti ai costi esagerati dei lavori relativi all’AVE tra Madrid e Barcellona, aggiudicato per 6,882 miliardi di euro e costato alla fine quasi 9 miliardi, trovandosi l’Adif nell’occhio del ciclone per aver approvato i sovraccosti.

D’altro canto, la questione risulta molto sensibile visto che riguarda la fornitura di quegli apparati di sicurezza la cui inadeguatezza aveva concorso a provocare, lo scorso luglio, il gravissimo deragliamento del treno Alvia diretto a Santiago di Compostela nel quale sono morte 80 persone, tra cui il messinese Dario Lombardo. Ancora oggi, nonostante 3,240 miliardi di euro investiti sui 1.786 km di rete ferroviaria per attrezzarli con i dispositivi di sicurezza, solo il 10% di questi risulta essere pienamente funzionante. Sino ad ora, sono stati attrezzati con tecnologia Ansaldo i 442 chilometri della linea Madrid-Zaragoza-Lleida.

Red.

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