Brokeback Mountain tra le produzioni originali in prima mondiale.
Nelle ultime settimane, oltre alle abituali notizie su crisi economica, il tasso di disoccupazione e i segnali di ripresa, Madrid è stata protagonista di tre eventi culturali di prim’ordine.
Non c’è bisogno di FITUR, di cui peraltro si parla in altro articolo di questo giornale, per sapere che la Spagna è la terza potenza turistica del mondo ma, quello sì, dobbiamo sottolinearlo qui, che, nonostante la crisi, il Paese continua a giocare ancora un ruolo di primo piano nel panorama culturale internazionale.
Nell’ormai appuntamento fisso rappresentato dal “Ciclo dei grandi interpreti dello Scherzo”, giunto alla sua 19ma edizione, abbiamo avuto la fortuna di ascoltare, all’Auditorio Nazionale, Chirstian Zacharias, uno tra i più grandi pianisti della sua generazione. In programma due sonate di Mozart e la monumentale Sonata in si bemolle maggiore di Schubert, la cui esecuzione integrale delle Sonate, da parte dello stesso Zacharias, ancora riecheggia da una delle scorse edizioni del Ciclo.
Nell’ambito del Festival “dall’Autunno a Primavera”, presso i Teatri del Canal, abbiamo assistito a Panorama, con le coreografie di danza contemporanea di Philippe Decoufflé, il ballerino e coreografo francese che sa rendere questo genere facile e comprensibile. Con lo spettacolo, Decoufflé ci ha regalato un compendio, rivisto, del suo lavoro degli ultimi vent’anni. Una danza accessibile, semplice, gestuale, fatta di tracce delle sue precedenti coreografie. Gesti che continuano ad essere ancora pienamente attuali, nonostante il tempo trascorso. In questo sta il genio…
Al Teatro Reale è invece andato in scena un atteso “Tristano e Isotta”, con la scenografia di Bill Viola e la rappresentazione in versione operistica, in prima mondiale, del famoso “Brokeback Mountain, visto al cinema. Benché Viola abbia rallentato, in alcune occasioni, lo sviluppo di Wagner e la musica di Wuorinen per il Brokeback sia risultata un po’ noiosa, abbiamo potuto goderci due storie di amori proibiti e impossibili, così come nelle intenzioni di Mortier, tradotte nella programmazione del Real. Riprenditi presto, Gérard, che l’opera ha ancora bisogno di te!
Crisi …culturale?… decisamente no!
Javier Montero Rodriguez













