Semplificazione e maggiori opportunità per le PIME tra gli obiettivi della nuova normativa.
Il Parlamento europeo ha approvato, il 15 gennaio scorso, la riforma delle direttive sugli appalti pubblici risalenti al 2004, rispettivamente nei settori ordinari (servizi, lavori e forniture) ed in quelli speciali (acqua, energia, trasporti e servizi postali) oltre che, per la prima volta, una direttiva sulle concessioni.
Gli stati membri, tra cui la Spagna, la cui vigente normativa di recepimento è contenuta nel Real Decreto Legislativo n. 3 del 14 novembre 2011, avranno due anni dall’entrata in vigore delle direttive, che verranno pubblicate tra poco nella Gazzetta Ufficiale dell’UE, per la loro trasposizione.
Nate all’insegna della semplificazione e del favore per le PMI, le nuove direttive, approvate dopo una lunga mediazione tra Commissione, Consiglio e PE che ne ha attenuato l’iniziale incisività, si contraddistinguono per i seguenti aspetti:
Migliore rapporto qualità-prezzo
Viene privilegiato il criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa rispetto a quello del prezzo più basso, consentendo alle stazioni appaltanti di dare maggiore rilievo alla qualità, a considerazioni ambientali, aspetti sociali o innovazione, pur tenendo conto del prezzo e dei costi del ciclo di vita dei prodotti o dei servizi.
Si introduce inoltre una procedura del tutto nuova, volta a rafforzare soluzioni innovative negli appalti pubblici: i “partenariati per l’innovazione ” con l’obiettivo di consentire l’indizione di gare per risolvere un problema specifico, senza pregiudicarne la soluzione, lasciando spazio al dialogo tra stazione appaltante e offerente.
Meno burocrazia per gli offerenti e accesso più facile per le piccole imprese
Partecipazione più semplice alle gare per le imprese grazie a un “documento unico europeo di gara” standard, basato sull’autocertificazione. La documentazione originale dovrà essere fornita solo dal vincitore. Viene incoraggiata la suddivisione in lotti per favorire la partecipazione delle PIME.
Regole più severe in materia di subappalto
Per combattere il dumping sociale e garantire che i diritti dei lavoratori siano rispettati, gli Stati membri dovranno regolare il subappalto e prevedere disposizioni sulle offerte anormalmente basse. I contraenti che non rispettano la normativa UE sul lavoro possono essere esclusi dalla presentazione di offerte.
Nessuna accelerazione per privatizzare i servizi pubblici
L’accordo sulle nuove norme UE per le concessioni ricorda che gli Stati membri restano liberi di decidere sulle come realizzare lavori o procurasi servizi: ricorrendo alla gestione in-house mediante proprie società o rivolgendosi al mercato.
A.L.













